Roboadvice: la Consob analizza il fenomeno in Italia

Un’ampia ricerca condotta sul robo advice in Italia ha condotto a risultati interessanti, che la Consob ha analizzato e diffuso di recente. Lo studio ha preso in considerazione diversi parametri ed è stato effettuato su venti operatori suddivisi tra fornitori di servizi finanziari online, banche e asset manager. La ricerca ha esaminato l’attuale situazione della consulenza automatizzata nel nostro Paese soffermandosi sulle eventuali prospettive future (sulla base della normativa esistente in materia).

Robo Advisor Consob

Automazione: in Italia prevale modello ibrido

Il nostro non è ancora un Paese pronto all’automazione completa. Il cliente preferisce infatti essere guidato da un consulente in carne e ossa nella fase di assistenza, piuttosto che essere lasciato alla completa mercè di un robot (per quanto istruito e competente). Oggi gli investitori possono scegliere tra la consulenza automatizzata e quella umana, e anzi l’interazione tra le due forme si rivela una formula azzeccata. Il contributo del consulente fisico e l’instaurarsi di una relazione “umana” tra questo e il cliente, seppure in un contesto automatizzato, sono fattori che incidono sulla buona riuscita di una consulenza ai fini di un efficace investimento finanziario.

Consob Roboadvice

Prezzi bassi e accessibilità senza limiti

Rispetto ai prezzi applicati al servizio di consulenza tradizionale, quelli del robo advice sono sicuramente più contenuti. Questo aspetto lo rende più competitivo e appetibile, soprattutto in contesti limitati come quello del risparmio domestico. Altro punto a favore del roboadvice è l’accessibilità: gli investitori possono ricevere assistenza e consulenza in qualsiasi momento, senza alcun vincolo, in tempo reale. L’utilizzo del web appare agevole e non necessita di competenze particolari. Dal punto di vista patrimoniale non è prevista in genere alcuna soglia di accesso, tranne in alcuni casi. I prodotti che i robo advisors propongono ai risparmiatori sono per lo più fondi comuni di investimento e quote di Exchange Traded Funds (Etf).

Consob Roboadvice

Incremento della clientela non facile

A fronte di tali vantaggi, l’introduzione del roboadvisor non facilita l’acquisizione di nuovi clienti. La maggior parte di questi mostra ancora un certo scetticismo e preferisce optare per la consulenza tradizionale per timore delle truffe. Nel settore del risparmio l’interazione umana, nonostante i progressi compiuti, è ancora l’opzione preferita.

Età degli utenti

La consulenza automatizzata non piace ai giovani. Dai risultati della ricerca emerge che coloro che si avvalgono dei servizi di investimenti online hanno un’età compresa tra i 40 e i 60 anni, sono titolari di un reddito medio-alto e hanno dimestichezza con le varie tipologie di investimento.

Normativa su robo advisor

A spiegare e disciplinare il fenomeno del roboadvice dal punto di vista giuridico ci pensa il pacchetto MiFiD II, che prevede espressamente la possibilità di fornire consulenze nel campo degli investimenti attraverso sistemi automatizzati o semi automatizzati. Questo particolare tipo di consulenza rientra nella categoria delle “consulenze in materia di investimenti” e come tale viene riconosciuta dalla legge. (Link al documento Consob)

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